Cattura l’attenzione senza cadere nella banalità
Nel nostro ristorante storico l’accoglienza è di casa. Il cibo è di ottima qualità, grazie alle eccellenti materie prime selezionate da Maria, la nostra cuoca che da generazioni porta in tavola una cucina della tradizione. Da noi trovi piatti semplici e genuini dal sapore autentico.
Quello che hai appena letto, rende bene l’idea di come le parole nell’enogastronomia, seppur corrette e appropriate, possano rendere un testo anonimo e senza personalità. Leggendolo, capisco che probabilmente si tratta di un ristorante che propone cucina locale ma manca una descrizione che mi faccia vedere di che cibo stiamo parlando. Ottima qualità è un termine troppo generico che non evoca alcuna immagine. Perché non chiarire meglio cosa si intende per materie prime eccellenti? Che sapore immagino se penso all’aggettivo autentico? Per promuovere cibo e vino nella tua attività, cerca sempre di mostrare ciò che dici con dettagli visivi. In questo modo il lettore pregusterà l’esperienza ancor prima di farla.
Se è vero che in fatto di cibo la sostanza conta più delle parole, altrettanto vero è che oggi sempre più è importante riuscire ad emergere con la propria identità ben distinta nel mare delle proposte enogastronomiche. Nel racconto di qualsiasi esperienza, che sia la presentazione di un locale, di un piatto, o la storia di un produttore, deve emergere un tratto distintivo che renda unico ciò di cui si sta parlando. Il tutto condito con un po’ di creatività e, perché no, magari anche un po’ di ironia.
Sperimenta con le parole come faresti in cucina
Le colline del Monferrarto non sono tutte uguali: siamo a Vignale, dove sole e terreni calcareomarnosi danno vita a diverse espressioni del Grignolino, tra cui il Monferace. Un Grignolino che affina per almeno 40 mesi, di cui 24 in botte di legno. Quello del Monferace è un vero e proprio progetto nato da vignaioli della zona tra Alessandria, Asti e Casale Monferrato che vogliono rilanciare un vino del passato e promuoverne la storia SCOPRI IL MONFERACE
E’ possibile scegliere la vostra bottiglia direttamente nella nostra cantina per accompagnare i piatti che proponiamo. Non aspettatevi le basse temperature delle cucine innovative: qui si ritrovano i profumi che si sprigionano dal forno. E per finire, il nostro dolce speciale. Non il classico Bonet piemontese a base di cioccolato e amaretti ma una versione bianca. Un tempo nel Monferrato, prima ancora della diffusione del cacao, uova, latte e amaretti venivano cotti a bagnomaria con l’aggiunta del caramello per dare forma a questo dolce povero, molto semplice, ma estremamente piacevole a fine pasto.
Le parole nell’enogastronomia devono essere incisive e ben selezionate: il cliente deve ricordarsi di te. Non avere paura di osare o di sperimentare con le parole come faresti tra i fornelli della tua cucina. Come dice Niki Segnit nel suo libro La Grammatica dei sapori: “Nel sapore si trovano anche sentimenti e ricordi”. Spesso episodi del passato che per te hanno un significato speciale possono appassionare il lettore e aiutarti a promuovere i tuoi prodotti. Le persone amano le storie e magari la narrazione di un fatto divertente può diventare il tuo punto di forza. Non avere paura di mostrarti e di metterci la faccia perché è ovvio che non si può piacere a tutti. Devi piacere solo al tuo pubblico, a chi fa parte del target a cui ti rivolgi. E per farlo basta che utilizzi le tue risorse. Tutto ciò che ti rappresenta può funzionare, devi solo provare!
